

Dopo aver stupito il mondo videoludico con l'incredibile Donkey Kong Country, la Rare concede il bis convertendo per il Super Nintendo uno dei coin op più sofisticati del periodo, quel Killer Instinct (Rare 1994), picchiaduro graficamente talmente sofisticato da poter ancora oggi, a distanza di più di dieci anni, dire la sua nel settore delle mazzate arcade. La conversione inutile girarci intorno è di quelle che rimarranno nella storia, almeno quanto il primo Street Fighter II (sempre per SNES) e pochi altri eletti facenti parte della ristretta cerchia dei porting almeno su carta impossibili, ma resi poi possibili grazie a vere e proprie gocce di sangue e sudore spese da eroici e valenti programmatori
Scheda tecnica